Her è nata come un’app che potesse aiutare le persone dello stesso sesso a incontrarsi. Nel giro di pochi anni l’ideatrice e amministratore delegato Robyn Exton è riuscita a trasformarla nella più grande comunità LGBTQ+ al mondo. Gli incontri sono la sua finalità principale, ma Her aiuta anche a fare nuove amicizie e sviluppa un sistema di supporto globale.
Abbiamo raggiunto Robyn a settembre, durante il primo London Queer Fashion Show (LQFS). Robyn è anche amministratore delegato del LQFS, che ha ideato e messo in piedi nel giro di soli tre mesi.

L’idea è nata nel 2013 quando, stufa di siti per incontri mal progettati e poco affidabili, ha deciso di dare vita a qualcosa di meglio. Ricorda di aver pensato: “L'omosessualità femminile esiste. È un campo presente nei moduli da compilare. Perché nessuno ha mai realizzato un’app dedicata a noi?”.
Ha così cominciato a frequentare corsi di programmazione nel tempo libero e, grazie a una piccola ma fortunata vincita alla lotteria, ha deciso di rischiare tutto quello che aveva in un nuovo modo per mettere in comunicazione le donne. E il giorno in cui la sua prima applicazione è stata presentata sull’App Store, ha lasciato il suo precedente lavoro.
È un grosso problema che le donne abbiano bisogno di sentirsi al sicuro per potersi mettere alla prova. Vorrei che fossero maggiormente sostenute e incoraggiate a prendersi dei rischi.Robyn parla del perché non ci siano molte donne come AD. Da un’intervista rilasciata a Elle Australia all'Apple Store di Sydney.
Il primo esperimento di Robyn è stata un’app chiamata Dattch, simile a Grindr ma pensata per le donne. La Exton ha quasi subito visto che il modello che funzionava per gli uomini non si adattava alle donne.
“Quando hai una base di utenti esclusivamente femminile, è completamente diverso. Molte nostre utenti cercavano più amicizie che appuntamenti. Perlopiù volevano trovare altre persone per andare a bere in compagnia.”
Arriviamo rapidamente al 2015. Dopo varie revisioni, una manciata di insuccessi e una ristrutturazione completa del brand, Robyn è stata accolta nel prestigioso acceleratore di start up Y Combinator, nella Silicon Valley, con una nuova app chiamata Her.

Dopo aver ottenuto un finanziamento durante la YC, Robyn ha fatto un ulteriore salto in avanti e ha trasferito definitivamente la sua azienda a San Francisco.
E i rischi presi l’hanno ripagata.
Ma anche con una squadra in costante crescita, eventi programmati in 26 città in tutto il mondo e più di 2,5 milioni di utenti, continua a non dare nulla per scontato.

Una volta aperta l’applicazione, nei feed troverai tutti gli eventi nella tua zona, dalle serate occasionali ai raduni dove si fa attivismo politico.
Robyn Exton ci racconta che nell’ultimo anno la comunità di Her si è riunita per battersi a favore delle cause LGBTQ+. “Il giorno delle elezioni abbiamo registrato l’utilizzo più basso di tutto l’anno. Il giorno dell’insediamento è stato uno di quelli con il maggior numero di accessi per via della Marcia delle donne.”
Her è un luogo per incontrare nuove persone, trovare partner e perfino mobilitarti per cambiare il corso della storia.
“Non si tratta più solo di trovare una ragazza,” conclude la Exton. “Vogliamo che le utenti sentano di far parte di qualcosa di più grande.”